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Firmato il contratto per i lavoratori
dipendenti da call centers in outsourcing
Si tratta del primo protocollo nazionale per regolamentare il contratto
di lavoro dei call center in outsourcing, settore che in Italia conta
quasi 500 call center, più di 78 mila postazioni, circa 120
mila addetti e un fatturato di oltre 600 milioni di euro. "L'accordo
sostituisce alcune parti del Ccnl del Terziario interpretando correttamente
- affermano le parti - le esigenze di sviluppo delle imprese del settore".
Il protocollo definisce tutte le figure operanti nei call center;
prevede una fase transitoria di 2 anni (dal 01/09/2003 al 01/09/2005)
per il riadeguamento economico ai minimi tabellari; pone alcune limitazioni
e flessibilità alternative al fine di consentire alle imprese
di essere più competitive. Per l'apprendistato, il rapporto
è di 1 dipendente per 1 apprendista, mentre la percentuale
complessiva dei contratti a tempo determinato o interinali sul totale
dei dipendenti è fissato al 40%; previsto anche un monitoraggio
costante delle collaborazioni, in raccordo con le organizzazioni sindacali,
tenendo anche conto dell'attuale sviluppo legislativo e una diminuzione
dell'utilizzo di questo istituto nell'arco della valenza contrattuale.
Alla pubblica amministrazione sarà chiesto di porre come regole
per i bandi non solo il prezzo, ma la qualità, data dalla stabilizzazione
dei contratti di lavoro e da massicci investimenti in formazione.
Abbiamo posto due domande al Direttore di Assocallcenter Giampaolo
Gualla:
D: Dottor Gualla potrebbe illustrare la firma del contratto,
prima in qualità di direttore di Assocallcenter, e poi dal
suo punto di vista di direttore del personale di un outsourcing
di call center? Che impatti avrà sulla gestione delle risorse
umane per un call center?
R: E' per me difficile scindere le due posizioni in questo
momento, comunque come Direttore di Assocallcenter c'è la
soddisfazione per essere riuscito a far fare, spero, un grosso salto
di qualità al nostro lavoro, l'aver stabilito delle regole
uguali per tutti ci obbligherà a migliorare la nostra qualità
e l'efficienza, per poter essere sempre più competitivi,
quindi ci costringerà a migliorare la selezione e la formazione
dei nostri dipendenti, e sottolineo la parola dipendenti, perchè
sicuramente diminuirà il turn over, con la diminuzione dei
collaboratori, e quindi la nostra diventerà finalmente una
professione "rispettabile".
Come gestore di risorse umane la sfida sarà quella di mantenere
alta la flessibilità e bassi i costi, con un contratto che
pone comunque dei vincoli, accettabili, ma sempre vincoli in un
mondo che fino ad adesso ne ha visti pochi, con un sicuro aumento
del costo del lavoro, anche se ammortizzato in un biennio.
D: Perchè altre aziende, oltre a quelle iscritte ad Assocallcenter,
dovrebbero decidere di aderire a questo nuovo contratto ?
R: Perchè questo contratto permette il corretto mix
di flessibilità e certezze, per aziende e lavoratori, mette
tutti su un piano di parità alla partenza, permette un rientro
in quattro anni con alternative più coerenti all'abuso delle
collaborazioni.
Per chi avrà voglia di leggerselo bene, senza pregiudizi,
sarà chiaro lo sforzo fatto dalle aziende e dalle organizzazioni
sindacali per poter permettere uno sviluppo sano dell'impresa e
una tutela dei diritti dei lavoratori.
Scarica l'ipotesi di protocollo nazionale per la disciplina dei
lavoratori dipendenti da call centers in outsourcing in formato
PDF:
CCNL.PDF
73KB
Si ringrazia Giampaolo Gualla per la documentazione fornita.
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